GROSSETO – «L’impegno del Comune nella diffusione della cultura della legalità è forte e lo sarà sempre più. Lo è attraverso l’adozione del Codice etico e dei patti d’integrità da parte di questo Ente e di tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno relazioni con il Comune». Così parla il sindaco Antonfracesco Vivarelli Colonna replicando all’oposizione che aveva fortemente criticato la decisione dell’amministrazione comunale di Grosseto di uscire dall’associazione “Avviso pubblico”.
«Un impegno che, di sicuro, non sarà inficiato dal recesso ad “Avviso pubblico. Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie” col quale soggetto, in ben otto anni di affiliazione, non si ricorda nessuna iniziativa svolta dalla passata Amministrazione. E forse fu proprio per questa totale mancanza di partecipazione che la passata Amministrazione, nel 2013, aveva – anch’essa – proposto l’uscita da quella associazione nel corso di un Consiglio nel quale era stato, tra l’altro, votato il recesso da “Enti locali per la pace”. E non mi pare certo che per questo il Comune si sia trasformato un guerrafondaio».
«Nessuno, con il recesso da questa associazione, vuole negare l’esistenza del problema della mafia, anche in Maremma. Ma esistono tantissimi altri sistemi di contrasto, cultura e sensibilizzazione. Sistemi adeguati e ugualmente efficaci per un Comune che, ripeto, è costretto a una forte revisione e contenimento della spesa. A breve, in Consiglio comunale, sarà conferita la cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, magistrato da anni impegnato in prima fila nella lotta alla mafia, e non sarà un semplice atto simbolico ma un’azione educativa per una comunità intera che aspira alla cultura della legalità. Non solo: metteremo in campo una serie di progetti che vogliono incidere profondamente nella diffusione dei valori contro la criminalità. Il nostro impegno sarà ancora più forte».